Vai al contenuto

Meglio scrivere in ottica SEO o Copywriting?

    Da una parte c’è scrive per la SEO (o il SEO, dipende dai punti di vista) e dall’altra c’è scrive per il Copy. Tra i due approcci, la lotta è impari: chi la vincerà?

    Ma prima di tutto, una breve introduzione.

    Cosa vuol dire SEO?

    SEO è la sigla di di “Search Engine Optimization” che indica le varie operazioni che permettono a un sito di posizionarsi tra i migliori risultati organici delle ricerche sui motori di ricerca – Google innanzitutto. Sono tutte quelle azioni che servono a farti “diventare primo su Google”.

    Cosa vuol dire Copy?

    Copy è l’abbreviazione di copywriting, che possiamo tradurre in italiano con “scrittura pubblicitaria”, ovvero una tipologia di scrittura persuasiva utile a convincere il lettore a compiere una determinata azione (acquisto, compilazione di un form, iscrizione e così via).

    Perché SEO e Copy sono in conflitto?

    Capita spesso, su web, che questi due ambiti di scrittura per i siti internet vadano in conflitto. Ma per quali motivi?

    1. Su Google anche una pagina scritta male può posizionarsi bene

    Un motore di ricerca come Google non è una macchina perfetta. Per quanto progettato nel modo migliore possibile, resta pur sempre inanimato e perfettibile. E come se non bastasse, i suoi algoritmi di ricerca sono in continuo cambiamento.

    Per questo, capita che una pagina web o un articolo di un blog, seppure scritti male, riescano a posizionarsi tra i primi risultati delle ricerche organiche.

    Dov’e il problema? Questi contenuti, nonostante l’ottima posizione in ricerca Google, non “convertono”. Ovvero, il lettore non si trasforma in cliente, oppure non si iscrive alla newsletter, non fa una donazione online o non compila il form, semplicemente perché il testo è scritto male e non persuade.

    2. Un testo scritto bene può non posizionarsi su Google

    Ci sono articoli e pagine web scritti benissimo, ma che non tengono conto delle regole di copywriting in ottica SEO e delle tecniche di posizionamento SEO. Per questo, non raggiungono mai i primi risultati di ricerca.

    Ed è un peccato, perché avrebbero un grande potenziale.

    Attraverso le corrette tecniche SEO, ricevere traffico organico (e quindi gratuito, senza investimento in annunci Adwords) è sempre un guadagno. Non riuscire a sfruttare a pieno le potenzialità di una pagina è un vero spreco di tempo e risorse utilizzati in fase di scrittura.

    3. Un articolo scritto e posizionato bene può non portare risultati

    Segue una terza tipologia di articoli: si tratta di testi scritti perfettamente in ottica copy e ben posizionati nelle SERP ma che, nonostante la massima cura dei dettagli, non convertono. I lettori non compilano il form, non acquistano il prodotto proposto e non prenotano una consulenza.

    Faccio un esempio concreto.
    Se cerchi su Google “superare la paura di volare” potresti trovare tra i primi risultati l’articolo dello psicologo Tizio Caio, che per lavoro si occupa di aiutare i pazienti a superare le proprie fobie.

    Buona parte dei suoi lettori sono persone che per varie ragioni sono obbligate a spostarsi in aereo (per motivi di lavoro, ad esempio), ma hanno una paura incontrollabile di volare (accade a molti, non c’è nulla di strano).

    Molti utenti, dopo aver cercato idee su come affrontare questa fobia, decidono di non procedere nella prenotazione di una seduta psicologica. Perché?

    Il motivo è semplice: non basta cercare un contenuto su Google, leggere un articolo e decidere immediatamente di spendere decine o centinaia di euro.

    In casi come questo, la decisione d’acquisto può essere lunga e ponderata.

    Bisogna innanzitutto iniziare a relazionarsi col lettore, creare una connessione con l’utente, e presentarsi più e più volte attraverso il remarketing per far sì che la prima lettura di una pagina web, dopo aver attratto l’attenzione di un lettore, diventi il primo passo che porterà alla conversione in cliente pagante.

    4. Un contenuto accettabile dal punto di vista SEO e Copy si posiziona e vende

    Infine, c’è un’ultima tipologia di contenuti web: si tratta di pagine web che, seppure appena sufficienti in ottica SEO e Copy, sono ben posizionate nelle ricerche e portano alla conversione.

    Ecco un esempio concreto:

    • gestisci uno shop online di articoli per le belle arti
    • vendi diversi modelli di pennelli: a manico corto o lungo, a punta larga o sottile, e così via
    • scrivi un testo per la presentazione di un prodotto, anche in modo molto semplice dal punto di vista copy ma che rispetti le tecniche SEO
    • il contenuto viene ben posizionato su Google e i lettori acquistano, nonostante la semplicità dei contenuti, perché stanno effettivamente cercando i prodotti di cui hanno bisogno, e che sono già presenti.

    Ecco, queste sono le principali caratteristiche dei contenuti che puoi trovare su web. Cosa sceglierai di fare? Scrivere per la SEO, per il copywriting o per entrambi?

    Parlami del tuo prossimo progetto

    Vuoi sviluppare la tua presenza sul internet, attraverso sito web, social media o newsletter? Contattami per una prima consulenza gratuita!

    Davide Fuligno

    Digital content editor, mi occupo di copywriting, siti, social media, newsletter, video, strategia digitale e SEO/SEM – con particolare passione per il non profit

    Tag: